MIOS

12 03 2009

E’ terminato l’ultimo atto del Master in Management Innovativo per le Organizzazioni Sanitarie (MIOS) organizzato dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

La Tesi finale anche questa volta è stata l’apoteosi di un percorso che rimarrà indelebile nella memoria. Un susseguirsi di emozioni che gli amici, i docenti e lo studio hanno evocato, un bagaglio culturale che ora cercherò di mettere a disposizione della mia  attività in qualità di Coordinatore di una Struttura Sanitaria.

Il Tirocinio di 500 ore: una goccia nel mare, per chi come me ha vissuto 3/4 della propria esistenza dentro le mura di un Ospedale.

Questo il commento finale preso in prestito dalla Tesi:

[...] Ero quasi un bambino quando iniziavo la mia carriera professionale all’Ospedale “San Salvatore” di Pesaro.

Da allora sono trascorsi molti anni e i ruoli e le mansioni si sono succeduti nel tempo. Dalla diagnostica di radiologia, alle gamma camera della Medicina Nucleare, alle recenti funzioni di coordinamento e per finire alle recentissime esperienze maturate, durante il tirocinio,  nel Dipartimento delle Professioni Sanitarie.

Cinquecento ore, forse una goccia nel mare, ma estremamente utili perché giunte a coronamento di un percorso formativo che ha trovato, nello studio e nella gestione del Rischio Clinico, un anello di congiunzione a quella Politica della Qualità messa in atto nella Struttura Organizzativa Complessa di Medicina Nucleare  dove sono Coordinatore.

Il periodo è coinciso con la prima certificazione dell’Azienda da parte di un Ente Certificatore esterno.

 Una cesura epocale che ha rivoluzionato il modo di lavorare degli operatori sanitari. Una svolta che l’Azienda ha fortemente voluto e abbracciato in tutte le sue forme intraprendendo un percorso di miglioramento continuo dove la gestione del rischio clinico ha svolto un ruolo di primaria importanza soprattutto con l’attivazione di un progetto di sorveglianza delle infezioni ospedaliere [...]

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Gli assiomi della comunicazione

21 02 2009

20081013_comunicazione_d0Watzlawick, Beavin e Jackson hanno identificato cinque assiomi, ovvero proprietà fondamentali della comunicazione:

1. Non si può non comunicare

o Dato che il comportamento è comunicazione, non esiste un non comportamento

2. ogni evento comunicativo ha un livello di contenuto ( report ) e uno di relazione ( command)

o l’informazione contenuta in un messaggio assume valori diversi dipendentemente dalle relazioni che legano i partecipanti o tutto ciò che riguarda le relazioni costituisce metacomunicazione, poiché fornisce istruzioni su come interpretare le informazioni, i contenuti

3. la natura della relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione

 o le sequenze di azione vanno considerate nel complesso, perciò bisogna stabilire chi agisce e chi reagisce, chi trasferisce informazione e chi la riceve o dalla punteggiatura della relazione dipende il rapporto di causa effetto attribuito dai partecipanti alla comunicazione o in uno scambio comunicativo vengono rispettati i rapporti di causa effetto, ovvero in una situazione di normalità, c’è un reciproco riconoscimento del turno di parola, di chi afferma e di chi risponde. Un fenomeno legato alla punteggiature è la:  profezia che si autodetermina cioè una reazione che provoca negli altri una reazione alla quale quel dato comportamento sarebbe la risposta adeguata

4. gli esseri umani comunicano sia con il modulo digitale sia con quello analogico

 o il digitale è di tipo astratto ed è rappresentato principalmente dal linguaggio

o l’analogico è di tipo intuitivo es. lo sguardo, i gesti, i movimenti, la postura, l’aspetto esteriore

 4b. il modulo digitale e quello analogico sono diversamente efficaci a comunicare su command e Report

o il primo è particolarmente efficace a comunicare il contenuto (report) es: oggi piove o il secondo è particolarmente efficace a comunicare sulla relazione ossia a metacomunicare ( command) es: sono adirata con te

5. Tutti gli scambi comunicativi sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza tra i comunicanti.

o La relazione è simmetrica se vi è equilibrio tra i parlanti, es: tra persone che si riconoscono sullo stesso piano, amici, colleghi ecc. o Se le due parti assumono posizioni comunicative complementari, uno dei due tende alla supremazia ( one-up) e l’altro alla sottomissione ( one-down) es: due persone che si collocano su piani diversi, uno superiore e uno inferiore: genitore-figlio, medico-paziente ecc.

SOMMARIO L’elemento che unifica questi cinque assiomi non è la loro origine ma la loro importanza pragmatica. Birdwhistell è arrivato a sostenere che: – Un individuo non comunica: partecipa a una comunicazione o diventa parte di essa. – Puo muoversi o far rumore, ma non comunicare. In altre parole, un individuo non produce comunicazione, ma vi partecipa. Non si deve considerare la comunicazione sulla base di un semplice modello di azione e reazione per quanto possa essere complesso e determinato. La comunicazione va considerata a livello transazionale. Dunque l’impossibiltà di non-comunicare rende comunicative tutte le situazioni impersonali che coinvolgono due o più persone. L’importanza pragmatica dei moduli numerici e analogici non sta solo nell’isomorfismo con il contenuto e la relazione, ma anche nell’ambiguità che sia il trasmettitore che il ricevitore devono affrontare nei problemi di traduzione da un modulo all’altro. La descrizione dei problemi di punteggiatura si basa proprio sulla metamorfosi sottesa al modello classico di azione-reazione. Infine il paradigma simmetria-complementarietà è quello che si avvicina forse di più al concetto matematico di funzione, poiché le posizioni individuali sono delle semplici variabili con infiniti valori possibili il cui significato non è assoluto ma piuttosto emerge nella reciprocità del rapporto.





HELENA VALERO

25 01 2009

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“Gli Yanoama acquisirono nel corso degli anni sessanta una notorietà internazionale. Un libro in particolare, li rese famosi: Yanoama. Dal racconto di una donna rapita dagli Indi, del medico-antropologo italiano Ettore Biocca.

In questo libro straordinario, la vita degli Yanoama era raccontata da Helena Valero, figlia di coloni venezuelani rapita nel 1939 all’età di cinque anni da un gruppo di indiani. Dopo aver vissuto per ventidue anni come una yanoama, sopravvissuta agli uomini che aveva avuto per compagni e senza più contatti con i figli nati da queste unioni, la Valero aveva ‘fatto ritorno’ tra i bianchi, stabilendosi in una missione cattolica sul Rio Negro. Biocca scrisse il racconto della sua vita consegnando al mondo un documento e una testimonianza eccezionali. Da allora gli Yanoama sarebbero diventati noti al grande pubblico per i duelli coi bastoni, per la loro ideologia di ferocia, per i conflitti che esplodevano all’improvviso all’interno di uno stesso villaggio, per i rapimenti di donne ai danni dei vicini. Purtroppo non furono molti quelli che fecero caso, nel racconto della Valero, ai ricordi di tenerezza e di affetto di questa sopravvissuta per gli uomini e le donne indie da lei incontrate in più di vent’anni di vita nella foresta”.



 

    Helena Valero

 

Nel 1937, una canoa risaliva il Rio Dimitì, piccolo affluente che sbocca nel Rio Negro vicino a Marabitanas, quando venne assalita da alcuni guerrieri Kohoroshiwetari. Nella canoa si trovava una giovanetta della Missione salesiana di Taraquà, Helena Valero, con i genitori e due fratelli.

Nonostante i molti anni trascorsi da quell’infausto giorno, dalle sue parole traspare ancora violentemente la tragicità di quel momento:

“Intorno a noi tutto era silenzio e noi remavamo. Già stavamo lontani. ‘Forse gli Indi sono restati indietro’, pensavo; ma gli Indi correvano lungo le rive. Improvvisamente cominciarono ad arrivare frecce da un lato. ‘Allungatevi nella canoa’, disse mio padre. Io mi abbassai, ma una freccia mi attraversò la pelle della pancia e si infilò qui, nella coscia sinistra. Gridai e cercai di alzarmi, ma non ci riuscii. La freccia aveva fissato la coscia alla pancia. Gridavo, gridavo; il vestito non si strappava, perché era nuovo. Mia madre afferrò la freccia, la tirò via e la gettò nell’acqua; la punta si spezzò; un pezzo restò nella pancia e l’altro nella coscia. Mia madre, con le dita tirò fuori dalla pancia il pezzo della freccia; quello nella coscia era entrato profondo e non si vedeva più. Allora cercò di prenderlo coi denti; mordeva, spingeva, ma la punta non appariva, era profonda. Alla fine riuscì ad afferrarla coi denti; la sputò nell’acqua14”.

Helena perse i sensi, fu catturata e trasportata dagli Indi fino ad una grande sciapuno nel bosco; poco tempo dopo i Karatewetari attaccarono il villaggio, uccisero uomini e bambini e si spartirono le donne del villaggio.

Per qualche tempo Helena visse con loro, ma fu nuovamente rapita dagli Sciamatari. Un giorno, non conoscendo ancora bene i segreti della foresta, cucinò dentro un involucro di foglie delle uova di rospo, senza sapere  che erano velenose. Una bambina le mangiò prima di lei e morì.

Gli Sciamatari decisero di vendicare la morte della bambina, uccidendo Helena nel momento in cui, secondo il loro rito, avrebbe mangiato le ossa della piccola, polverizzate in pappa di banana. Helena fu avvisata e fuggì. Rincorsa, fu colpita con una freccia curarizzata; ma riuscì a salvarsi e visse sette lunghe lune, completamente sola, nel bosco.

Perduta ogni speranza di poter sopravvivere, Helena avvicinò un forte gruppo indio, che viveva tra alte catene di monti, quasi certamente vicino al Cerro della Neblina: erano i Namoeteri. Il capo la prese come moglie ed essa visse con lui per molti anni, in compagnia di altre quattro mogli. Ebbe con lui due figli e sempre rispettò e, per certi aspetti, perfino ammirò questo marito indio che univa, ad impeti di eccezionale coraggio e di crudele brutalità, manifestazioni di delicata dolcezza.

Le frequenti lotte fra gruppi portarono all’uccisione del capo Fusiwe, da parte dei Pisciaanseteri, e fu così  che Napagnuma15 provò anche la tristezza della vedovanza e fuggì di nuovo con i due figli: di monte in monte, conoscendo ormai molti gruppi indi, aiutata soprattutto dalle donne, arrivò vicino all’Orinoco dove, presso i Punabueteri, si unì con un altro uomo, Akawe, dal quale ebbe ancora due figli.

Passarono altri lunghi anni di tristi avventure, poiché al nuovo compagno mancavano quelle doti umane che essa aveva riconosciuto nel primo marito.

Un giorno Akawe chiese alla Valero: “-Vogliamo dunque fuggire dai bianchi?-. Io gli risposi: -Come mai tu mi chiedi questo?-. Egli aggiunse: -Voglio fuggire, troppi vogliono uccidermi-. Dopo che aveva ucciso quel capo Sciamatari, aveva paura della vendetta . […] Allora io risposi: -Se porterai insieme tutti i miei figli, io fuggirò. Non posso lasciare qui i miei figli, perché se fuggiamo, gli altri per vendetta li uccideranno-. -Fuggiremo tutti-, rispose. Voleva proprio fuggire e andare dai Bianchi, aveva paura”16.

Fuggirono, e dopo tre giorni di viaggio arrivarono a Tama Tama dai missionari protestanti e di lì a San Fernando de Atabapo, dove Helena incontrò suo fratello Anisio che la accolse con freddezza, ma non fu cattivo: comprò quattro pezzi di stoffa per lei e diede dei vestiti ad Akawe.

 Era un mondo diverso da quello che immaginava, più cattivo di quello che aveva lasciato. Akawe se ne tornò presto nel Cauaburì con i Kohorosciwetari esigendo che i suoi due figli andassero con lui; per questo Helena fuggì a Manaus, dove i genitori si erano nel frattempo stabiliti, con i due figli di Fusiwe, Maramawe che ora si chiama Josè, e Karyona che si chiama Manoel, e i due figli di Akawe, Carlinhos e Giovanni. In seguito Helena andò a vivere nella missione del Rio Ocamo diretta da Padre Cocco.

Nel gennaio 1989, la spedizione Selva incontra la Valero a Lechosa, un villaggio alla confluenza fra il Rio Ocamo e il Rio Mavaca. Non è stato un episodio fortuito, Paolo Selva ha fortemente cercato questo incontro.

Il ricordo di Luciana: “Paolo era eccitatissimo, noi del gruppo non avevamo compreso appieno la grandiosità di questa donna così minuta. Solo ora, a distanza di oltre venti anni, capisco cosa provava Paolo”.

E continua: “Helena era lì, seduta, i suoi occhi erano malati, si muoveva a fatica. Con lei il piccolo nipotino e suo padre (Josè, figlio maggiore avuto dal matrimonio con Fusiwe). Era vestito (Josè) di pochi stracci, e non era molto lucido, non penso fosse sotto l’effetto dell’epenà, forse era alcool. Degli altri figli non abbiamo avuto notizie”.

Padre Giuseppe Bortoli, della missione di Ocamo, contattato al riguardo via e-mail il 4 Dicembre 2006 scrive: “[…] Helena Valero è morta alla fine di gennaio del 2002. Ora rimane vivo, a Ocamo, suo figlio José (il piú vecchio), mentre il più giovane è Guardia Nazionale in qualche parte del Venezuela, ma ha rotto tutti i contatti con la famiglia”.

Si chiude forse così tristemente un capitolo di storia che rimarrà comunque per sempre scolpito nei nostri cuori…

Nella foto iniziale Helena Valero, in una foto del 1989 con il nipotino figlio di Josè, e Luciana Lorenzetti. (Foto P.Selva)

 

                                             





Origini e sviluppi del Capitalismo:Georg Simmel (1858-1918)

16 01 2009

simmel

IL CAPITALISMO COME PROBLEMA

 

L’economia classica teneva conto del quadro istituzionale capitalistico.

 

Non ne indagava però le origini, né si poneva il problema delle spinte verso il cambiamento istituzionale che il funzionamento stesso dell’economia capitalistica avrebbe potuto determinare.

 

FILOSOFIA E SOCIOLOGIA ECONOMICA

 

L’obiettivo di Simmel è quello di chiarire la genesi e i caratteri della società moderna, e di valutare il senso che essa assume per la vita degli uomini.

 

La società non è per lui un sistema, un organismo costituito da varie parti tra loro funzionalmente collegate, è piuttosto formata da un insieme di istituzioni che nascono dall’interazione tra gli uomini e una volta consolidatesi ne condizionano il comportamento.

 

IL DENARO

 

Il denaro è una di queste istituzioni, e per Simmel ha una importanza cruciale.

 

Chiarire le origini e le conseguenze dell’uso del denaro, ovvero dell’economia monetaria, è essenziale per comprendere la società moderna.

 

Il capitalismo è per Rimmel una conseguenza dell’economia monetaria.

 

LE CONDIZIONI NON ECONOMICHE DEL DENARO.

 

Il capitalismo come sistema economico presuppone l’accumulazione privata del capitale, questa, a sua volta, richiede che il denaro si diffonda come strumento degli scambi, e si allarghi dunque la cerchia dei soggetti coinvolti nell’economia monetaria.

 

Ma affinché il denaro possa svolgere la sua funzione di propulsore delle attività economiche è necessaria una condizione non economica fondamentale:

 

v     occorre che cresca la fiducia nel denaro come aspettativa che il suo impiego possa sempre disporre di una contropartita in beni concreti.

 

L’accumulazione del capitale presuppone dunque una accumulazione di fiducia e questa condizione culturale è a sua volta sostenuta da fattori istituzionali:

 

-          la legittimazione e l’efficacia del potere politico e le garanzie fornite dall’ordinamento giuridico.

 

In questo senso il denaro diventa una istituzione pubblica.

 

 

 

LA DIFFUSIONE DEL DENARO

 

I soggetti protagonisti della diffusione del denaro e degli scambi sono soprattutto gli individui e gruppi sociali esclusi dal pieno godimento dei diritti vigenti in una determinata società dedicati più facilmente all’accumulazione di denaro come strumento per il conseguimento di posizioni sociale che non possono raggiungere con i mezzi tradizionali

 

  • gli stranieri
  • gli ebrei

 

sono i principali agenti del mutamento che prepara le condizioni per lo sviluppo del capitalismo.

 

LE CONSEGUENZE DELL’ECONOMIA MONETARIA

 

L’economia monetaria, e il capitalismo che ad essa è legato, contribuiscono ad ampliare la libertà individuale.

 

Anzi, si può dire che con essi emerge dai controlli sociali tradizionali la dimensione della personalità individuale.

 

Si afferma quello spazio di indipendenza che presuppone l’ampliamento delle possibilità di scelta nei rapporti con le persone e le cose.

 

Simmel non condivide il giudizio di Marx sul carattere problematico dei rapporto di produzione capitalistici.

 

Il conflitto di classe non trova un fondamento primario nell’estrazione del plusvalore.

Il conflitto trova piuttosto fondamenta nei rapporti di potere che caratterizzano l’organizzazione produttiva, ma esso può essere controllato accentuando sempre più i contenuti tecnico-funzionali della divisione del lavoro.

 

CAPITALISMO E SOCIALISMO

 

Simmel non vede nel socialismo una soluzione per il futuro dell’economia monetaria che caratterizza sempre più la società moderna.

 

v     Per lui socialismo è allo stesso tempo razionalismo e reazione al razionalismo.

 

La separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e la proprietà privata erano per lui un requisito dello sviluppo economico.

 

Tuttavia, la sua adesione al capitalismo liberale era meno acritica di quanto si potrebbe credere in quanto egli auspicava un cambiamento del capitalismo soprattutto in due direzioni:

 

  1. le istituzioni dell’economia capitalistica avrebbero potuto trovare maggiore legittimazione quanto più si fossero fondate sulla valorizzazione delle competenze e dei meriti nel selezionare i soggetti chiamati a ruoli sovraordinati e subordinati, e non avessero invece alimentato ingiustificate disuguaglianze sociali.
  2. La legittimazione del capitalismo potesse esser rafforzata dalla capacità di ridurre quella che egli chiama “l’umana tragedia della concorrenza”.

 





Quiz 11-12-13

13 01 2009

Come è noto, nel 2004 sono stati attivati in diversi atenei italiani i primi corsi di laurea specialistica delle professioni sanitarie.

In linea con quanto previsto dalla riforma universitaria avviata negli ultimi anni, l’accesso a tali corsi prevede il superamento di una selezione basata sul risultato di una prova a test, volta ad accertare alcuni attitudini e conoscenze di base.

Più esattamente, come accade anche per l’ammissione alle lauree triennali, è definito un numero di posti limitati in ciascun ateneo per ciascun corso di laurea specialistica e spltanto i primi classificati, in base anche al punteggio ottenuto nei test possono accedere al corso prescelto.

In questa sezione, tutti i lunedì, proporrò un esempio di Quiz a scopo didattico, al fine di poter meglio utizzare lo strumento e, perchè no, incontrare qualcuno di questi nella futura scheda che ci verra proposta.

I quesiti presentati potranno essere relativi a:

  1. teoria/pratica pertinente alle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse
  2. logica e cultura generale
  3. regolamentazione dell’esercizio delle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse e legislazione sanitaria
  4. cultura scientifico matematico, statistica e informatica
  5. Scienze umane e sociali

Quiz n. 11-12-13 Teoria/pratica della disciplina specifica

11. Nella classificazione degli enzimi biochimici di laboratorio effettuati su campioni di sangue, il glucosio è:

  1. un elettrolita
  2. un fattore della coagulazione
  3. un metabolita
  4. un enzima
  5. nessuna delle altre risposte à corretta

12. L’evidence-based medicine è:

  1. una branca specialistica della medicina
  2. un particolare metodo statistico applicato alla ricerca condotta dai medici
  3. un approccio assistenziale basato sulla qualità percepita dal paziente
  4. un approccio clinico fondato sulla valutazione e sul buon utilizzo delle informazioni che provengono dalla ricerca
  5. un modello di personalizzazione dell’assistenza

13. Il tessuto meno sensibile all’effetto delle radiazioni ionizzanti è:

  1. il midollo osseo
  2. il tessuto neoplastico
  3. i tessuti con scarsa proliferazione cellulare
  4. i tessuti germinativi delle gonadi
  5. nessuna delle altre risposte è corretta.

SOLUZIONE DEI QUIZ 8.9.10

N. 8=2

N.9=5

N.10=1





La fascite plantare

8 01 2009

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Non vorrei demoralizzare nessuno, ma stiamo parlando del dolore più subdolo a cui un podista può andare incontro.

Ma conoscere il pericolo aiuta a prevenirlo, e cosa meglio allora dei consigli di Michele, fratello e fisioterapista?

Per definizione si tratta di un processo infiammatorio della fascia plantare.

La fascia (o aponevrosi) plantare anatomicamente origina dalla parte plantare del calcagno e si inserisce allargandosi a ventaglio sulle teste dei metatarsi (le ossa su cui si articolano le dita).

Si tratta di una patologia abbastanza frequente nel podista, patologia da inserire tra quelle da sovraccarico, che normalmente compare in modo subdolo e graduale ma che può instaurarsi anche bruscamente (ad esempio dopo una maratona). La sintomatologia inizia normalmente senza compromettere la tabella di allenamento dell’atleta, ma progressivamente si va incontro ad una inevitabile riduzione dei km corsi e della velocità per riuscire a contenere il fastidio. Da notare che in questa fase il corridore cambia tipo di appoggio al suolo, diventando un supinatore. Si instaura così una postura antalgica scorretta che a sua volta può portare a tendiniti dei muscoli dell’alluce (m. abduttore dell’alluce) che sono dolorose quanto la fascite.

La sintomatologia dolorosa si presenta in maniera molto caratteristica:

·         nella fase iniziale la troviamo dopo la corsa e molto più spesso al mattino appena scesi dal letto,

·         nella fase acuta il dolore è vivo nei primi km corsi per diventare poi forte fino a non riuscire più a correre.

Alla palpazione troviamo un punto di massima dolorabilità subito davanti al calcagno in corrispondenza dell’inserzione della fascia ma spesso si irradia su tutto il suo decorso.

Come detto si tratta di una patologia da sovraccarico, dove tra le cause più frequenti troviamo la scelta di una scarpa sbagliata o troppo usurata, o più semplicemente un cambio di calzature. Anche gli errori di allenamento possono portare alla fascite, errori intesi come bruschi cambi sia di quantità sia di qualità delle singole sedute.

 

Dal punto di vista riabilitativo personalmente propongo nell’ordine le seguenti strategie:

Ø      eliminazione delle cause scatenanti: controllo delle scarpe e della tabella di allenamento

Ø      riposo relativo: alternare la corsa con sedute di nuoto o bici

Ø      crioterapia: applicare localmente il ghiaccio, va bene anche massaggiarsi la fascia con un cubetto di ghiaccio nel senso della lunghezza del piede per 2-3 minuti

Ø      fisioterapia: sedute locali di laserterapia, tecarterapia e ultrasuoni, se fatte con la giusta indicazione, possono alleviare la sintomatologia, ma anche un massaggio trasverso profondo può dare ottimi risultati.

Ø      Infiltrazione locale: il medico ortopedico può sicuramente proporre il trattamento migliore

Ø      Intervento chirurgico: dopo 6 mesi di inutili tentativi, il chirurgo può proporre di effettuare l’intervento di release della fascia che consiste nel tagliare chirurgicamente la fascia, allentandola, per via endoscopica.

In ogni caso, la ripresa della corsa deve avvenire in maniera molto graduale, e in caso di intervento chirurgico non prima di 2 o 3 mesi dopo l’operazione.

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Venti anni dopo

6 01 2009

Walter Magnifico e Ario Costa

Fra gli avvenimenti dell’anno trascorso va senz’altro ricordata la serata che il Panathlon Club Pesaro ha tributato ai suoi campioni della Victoria Libertas Scavolini, 20 anni dopo il magnifico scudetto strappato dalle maglie di Milano.

Vent’anni dopo rivissute le emozioni del 19 maggio 1988: presenti alcuni dei campioni d’allora, Minelli racconta che il coach spiegava e Daye dormiva
Valerio Bianchini protagonista della serata che il Panathlon ha dedicato al primo scudetto “Così bevemmo la Milano craxiana”
.

la “Milano craxiana, la Milano da bere” per mettere fine al “quadrilatero delle vittorie (Milano, Varese, Cantù e Bologna)”. Lo ha fatto, con la proverbiale passione, vinto perché Bianchini, anche forzando la mano della società, ripudiò Petrovic e Ballard per puntare su Cook e Daye.





Quiz n.8-9-10

5 01 2009

Come è noto, nel 2004 sono stati attivati in diversi atenei italiani i primi corsi di laurea specialistica delle professioni sanitarie.

In linea con quanto previsto dalla riforma universitaria avviata negli ultimi anni, l’accesso a tali corsi prevede il superamento di una selezione basata sul risultato di una prova a test, volta ad accertare alcuni attitudini e conoscenze di base.

Più esattamente, come accade anche per l’ammissione alle lauree triennali, è definito un numero di posti limitati in ciascun ateneo per ciascun corso di laurea specialistica e spltanto i primi classificati, in base anche al punteggio ottenuto nei test possono accedere al corso prescelto.

In questa sezione, tutti i lunedì, proporrò un esempio di Quiz a scopo didattico, al fine di poter meglio utizzare lo strumento e, perchè no, incontrare qualcuno di questi nella futura scheda che ci verra proposta.

I quesiti presentati potranno essere relativi a:

  1. teoria/pratica pertinente alle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse
  2. logica e cultura generale
  3. regolamentazione dell’esercizio delle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse e legislazione sanitaria
  4. cultura scientifico matematico, statistica e informatica
  5. Scienze umane e sociali

Quiz n. 8-9-10 Teoria/pratica della disciplina specifica

8. Tra i seguenti organi, svolge una funzione immunologica:

  1. il rene
  2. la milza
  3. il pancreas
  4. lo stomaco
  5. il cuore

9. Una scala di valutazione delle condizioni cliniche del paziente che definisce lo stesso come “totalmente indipendente”, “parzialmente indipendente” o autosufficiente” è:

  1. una scala di tipo nominale
  2. una scala a rapporti inversi
  3. una scala ad intervalli
  4. una scala s rapporti
  5. una scala di tipo ordinale

10. I terreni di coltura:

  1. permettono la moltiplicazione di microorganismi in vitro
  2. nessuna delle altre risposte è corretta
  3. sono coadiuvanti della terapia antibiotica
  4. inibiscono la moltiplicazione dei microorganismi in vitro
  5. permettono la moltiplicazione di microorganismi in vivo

SOLUZIONI DEI QUIZ N. 5-6-7

5. = 1

6.=2

7.= 3





Pesaro, sport ed emozioni 2008

1 01 2009

Un altro anno è trascorso e Pesaro ha vissuto tanti momenti emozionanti, confermandosi terra  di grandi campioni.

Il Dottore di Tavullia, il nostro Valentino, ci ha regalato la più forte e la più importante: l’ottavo titolo iridato nella Moto GP.

Il momento decisivo sul cavatappi di Laguna Seca, in un duello da brivido con il degno rivale Casey Stoner

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Non ci ha emozionato più di tanto il nostro Filippo Magnini all’ “Isola dei Famosi”.

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Non è ancora questo il futuro di Filippo, il più grande campione di sempre, lo dimostra il fatto che, nonostante la poca preparazione, causa partecipazione, quale inviato, alla fortunata trasmissione televisiva , Filippo ottiene il titolo europeo, con straordinario record mondiale, nella staffetta 4×50 mista, nuotando l’ultima frazione a stile libero in 20″72 agli europei indoor di Rijeka. Non pago  ha migliorato per ben due volte il già suo record italiano sui 100 m. stile libero (46″49 in batteria e 46″37 in semifinale), e ha conquistato uno splendido bronzo, 33^ medaglia internazionale in carriera, dietro agli imprendibli francesi Leveaux e Gilot.
Un grosso in bocca al lupo a Filippo in vista dell’importante appuntamento dei Mondiali di Roma 2009.

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Dopo un purgatorio durato fortunatamente lo stretto necessario, Pesaro ha gioito per le vicende della “Vuelle” Scavolini, tornata ai massimi livelli, grazie all’impegno di Walter Scavolini e Stefano Vellucci.

Ultima soddisfazione la “strapazzata” ai rivali di sempre della Fortitudo Bologna.

squadra

Purtroppo poche emozioni, se non negative, dal settore calcio, dove la “Vis pesaro” nella stagione 07-08 partiva per fare un campionato di vertice ed invece si è trovata clamorosamente invischiata nei bassi fondi fino a retrocedere in Promozione.

Nell’estate del 2008, la Vis Pesaro si unisce al Villa Pesaro, squadra del quartiere di Villa Ceccolini che milita in Promozione, dando vita ad una nuova società: l’Asd Futbol Pesaro 1898. Essa ha come obiettivo il rilancio del calcio pesarese, unendo le forze imprenditoriali in un consorzio. Ma la scomparsa del marchio storico, sebbene temporaneo, ha creato molti malumori nei tifosi pesaresi.

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Tre Campionati Italiani, Una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, due Champions League, due Supercoppa UEFA, una Coppa del Mondo di Club.

Come è possibile non emozionarsi quando Massimo Ambrosini scende in campo con la maglia rossonera e della nazionale?

Recentissimo  il suo ultimo gol il 17 Dicembre 2008 contro il Wolfsburg a San Siro al 17° minuto dell’ultima giornata della fase a gironi della Coppa UEFA, partita finita 2-2.

MONACO SOCCER UEFA SUPER CUP

Anche se non sono proprio pesaresi purosangue, non è possibile dimenticare l’annata record di tre grandi atleti le cui prestazioni rimarranno  per sempre scritte negli annali dello sport mondiale.

Mi riferisco ai record nei 100 e 200 metri di USAIN BOLT alle Olimpiadi di Pechino

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….. alla miglior prestazione Mondiale sulla Maratona di HAILE GEBRSELASSIE  siglata a Berlino in 2 ore 03′59″.

GERMANY MARATHON

…e alle otto medaglie e sette record di Michael Phelps alle Olimpiadi di Pechino

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Happy New Year 2009





Quiz 5-6-7

30 12 2008

Come è noto, nel 2004 sono stati attivati in diversi atenei italiani i primi corsi di laurea specialistica delle professioni sanitarie.

In linea con quanto previsto dalla riforma universitaria avviata negli ultimi anni, l’accesso a tali corsi prevede il superamento di una selezione basata sul risultato di una prova a test, volta ad accertare alcuni attitudini e conoscenze di base.

Più esattamente, come accade anche per l’ammissione alle lauree triennali, è definito un numero di posti limitati in ciascun ateneo per ciascun corso di laurea specialistica e spltanto i primi classificati, in base anche al punteggio ottenuto nei test possono accedere al corso prescelto.

In questa sezione, tutti i lunedì, proporrò un esempio di Quiz a scopo didattico, al fine di poter meglio utizzare lo strumento e, perchè no, incontrare qualcuno di questi nella futura scheda che ci verra proposta.

I quesiti presentati potranno essere relativi a:

  1. teoria/pratica pertinente alle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse
  2. logica e cultura generale
  3. regolamentazione dell’esercizio delle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse e legislazione sanitaria
  4. cultura scientifico matematico, statistica e informatica
  5. Scienze umane e sociali

Quiz n. 5-6-7 Teoria/pratica della disciplina specifica

5. La dentatura decidua è composta da:

  1. 20 denti
  2. 24 denti
  3. 28 denti
  4. 32 denti
  5. 32 denti più i “denti del giudizio”

6. La variabile che deve necessariamente essere presa in considerazione per valutare l’efficacia di un  intervento assistenziale viene definita:

  1. obiettivo
  2. indicatore
  3. nessuna delle altre risposte è corretta
  4. standard
  5. audit

7. Negli studi “in cieco”:

  1. la selezione del campione probabilistica
  2. sia il paziente, sia il ricercatore non sanno chi riceve e chi non riceve il trattamento
  3. solo il paziente non sa se riceve il trattamento
  4. l’identità dei soggetti selezionati è mantenuta anonima
  5. il paziente non conosce lo scopo del trattamento

SOLUZIONE DEI QUIZ 2-3-4

Quiz n. 2 = 5

Quiz n.3= 2

Quiz n.4 = 1