Ultimo esame del Master MIOS

4 12 2008

urbino

E’ da poco terminato l’ultimo esame del Master Mios e dovrei essere contento di questo.

Non mi è pesato questo anno alla Università “Carlo Bo” di Urbino, e un dispiacere  mi pervade quando penso: – “Ho finito” – . Poi mi riprendo e metabolizzo: tutto sommato manca ancora l’atto finale, la tesi, che suggellerà il percorso da me iniziato nell’ormai lontano Ottobre 2004 quando emozionatissimo mi sono seduto per la prima volta in un banco di una aula universitaria.

Ci sono quelle emozioni che da sempre ti sono mancate e che difficilmente avresti pensato di provare, che meritavano la pena di rimettersi in gioco e che da sole valevano un anno di tasse universitarie.

Il risultato non era affatto scontato,  cimentarsi dopo così tanti anni in una facoltà così “lontana” dall’ambiente sanitario in cui sono cresciuto.

E come volevasi dimostrare non è stato tutto facile.

Il primo giorno, la prima lezione del Prof. Maggioni di “Storia del Pensiero Sociologico” ha visto la euforia data dalla conquista del banco tramutarsi in disperazione alla vista della pagina bianca del foglio di quaderno in cui avrei dovuto scrivere gli appunti della lezione.

La verità è che non è facile entrare, capire la dialettica e farla propria. Lunghi mesi sono trascorsi, prima di cominciare a sentirmi a mio agio.

Dopo il primo esame di antropologia culturale primo modulo in cui mi sono sentito un leone ( ma era la mia materia), l’amarezza della prima bocciatura al secondo modulo e il riaffiorarsi di tutti i dubbi e incertezze circa la possibilità di essere all’altezza della situazione.

Poi le cose sono andate lentamente migliorando, tanto entusiasmo e tenacia hanno compensato la carenza di preparazione di base che mi divideva dai ragazzi freschi di maturità .

E così 27 esami di fila, a tenere il passo frenetico della Laurea Triennale post riforma universitaria, dove se salti un appello, è quasi impossibile recuperarlo, e te lo ritroverai quasi sicuramente come “fuori corso”.

L’ultimo esame “Filosofia Morale” mi ha dato la consapevolezza che dal quel momento in poi avrei potuto affrontare senza problema qualsiasi altro tipo di esame.

Alcune arrabbiature come i quattro tentativi di superare l’esame scritto di “Istituzioni di Sociologia”, impresa improba e mnemonica in cui alla fine l’esperienza  e la cocciutaggine hanno avuto la meglio sulla cultura.

Non mi vergogno di ammettere di avere qualche volta scopiazzato. Ci sono materie che piacciono di più e altre che piacciono di meno. Le prime occorre sbrigarle il prima possibile, le seconde sicuramente meritevoli di approfondimento. A volte è il docente a rendere piacevole e interessante una materia e viceversa.

Tanti amici, non cito i loro nomi per paura di dimenticare qualcuno, ma loro sanno di chi sto parlando,

La tesi è stata la ciliegina sulla torta e mi è costata un anno di lavoro, ma i complimenti del Relatore, anche via mail, non li dimenticherò più. Da quel momento sono cambiato. Una grande autostima ha invaso la mia persona e la mia professione.

Ho accettato tutte le valutazioni senza polemiche. Non mi ha lasciato l’amaro in bocca il 19 di “Abilità Relazionali” o del secondo modulo di Storia contemporanea, veramente meritati, ma ho digerito male il 26 in Lingua Inglese dove penso di valere molto di più e sono sicuro di averlo anche dimostrato all’esame.

Oggi termino gli esami del Master con un poco di amarezza, sia per due valutazioni a mio avviso sbagliate da parte dei relativi docenti, anche se accettate di buon grado ( non è facile prendere un 18 in un esame scritto di un Master ) , sia perchè adesso sento di avere finito il mio percorso, (tarpato anche dalle ingiuste selezioni di Scienze delle Professioni Sanitarie Tecnico-Diagnostiche della Facoltà di Medicina e Chirurgia), poi perchè ora mi mancheranno in questi mesi gli amici e amiche del Mios che mai come oggi ho sentito vicini e che saluto con un caldo abbraccio.

Ciao a tutti e a presto.