Il dolore muscolare

26 12 2008

A cura di Michele Bastianelli

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A tutti i corridori sarà capitato di avvertire un dolore muscolare dopo una gara o un intenso allenamento. Caratteristica principale della sintomatologia dolorosa è la modalità di insorgenza, avendo infatti un picco di intensità massima a distanza di 24-48 ore dal termine della corsa e che può durare anche 4 o 5 giorni. Il dolore è localizzato soprattutto ai muscoli della parte anteriore della coscia (quadricipite),è presente anche durante la deambulazione e si esacerba con la corsa anche se lenta. Spesso però sono interessati anche i muscoli della gamba quali il tricipite surale (polpaccio) e il tibiale anteriore che si trova sul davanti della gamba. La causa principale è da riferire alle prolungate contrazioni muscolari in allungamento (eccentriche) che si hanno durante la fase di appoggio del piede. Dopo la fase aerea infatti, le fibre muscolari devono subire uno stress notevole con  l’urto del piede con il suolo, al punto da provocare dei veri e propri danni strutturali delle fibre muscolari fino alla morte della cellula stessa. Questo quadro patologico che prende il nome di rabdomiolisi prosegue con la liberazione di enzimi nel plasma e di mioglobina nelle urine. Ma se l’aumento della permeabilità cellulare e il conseguente passaggio di cellule ematiche nell’urina  è facilmente riscontrabile con i semplici esami di laboratorio,il rilascio di enzimi muscolari provoca sintomi soggettivi quali bruciori e indolenzimenti che noi corridori almeno una volta  abbiamo provato. Da notare che erroneamente tali sintomi vengono spesso attribuiti all’acido lattico accumulato con lo sforzo e per questo ricordo a tutti che questo normalmente viene smaltito nel giro di poco tempo (spesso si parla di qualche minuto!). Oltre ai sintomi soggettivi con la rabdomiolisi abbiamo anche una positività negli esami ematochimici con l’aumento caratteristico di un valore, il CPK o creatinfosfochinasi, che ha un aumento esponenziale massimo intorno alla 15 esima ora dal termine della  gara. Il CPK alto ci indica anche il grado di affaticamento o di sovrallenamento dell’atleta, in quanto con valori sopra a 300 Mu/ml  il medico consiglia un periodo di riposo o di allenamento a carichi ridotti. Per porre rimedio al dolore muscolare possiamo orientarci verso:

  • Terapia farmacologica: assunzione di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e aminoacidi a catena ramifica

  •  Fisioterapia: un blando massaggio di scarico subito dopo la gara e il proseguimento della massoterapia nei giorni seguenti può ridurre notevolmente la sensazione spiacevole di indolenzimento e dolore del dopo gara.

Consiglio inoltre di programmare nei giorni successivi allo sforzo (specie se è una maratona) un periodo di sedute di stretching accompagnate a delle eventuali sedute di fibromiolisi da eseguire con il fisioterapista. La ripresa dell’attività fisica (nuoto, bici), se possibile, è consigliata già dal giorno dopo la gara, mentre la corsa si può ugualmente eseguire in maniera molto blanda dal primo giorno ma è sconsigliata il 2° giorno che coincide con il picco massimo del dolore.

Bastianelli Michele





Babbo Natale corre a Barchi

26 12 2008

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Visi allegri e festanti di circa trecento Babbo Natale,  riuniti dall’ottima organizzazione di Annibale Montanari, sono intervenuti da tutta la provincia felici di correre sulle strade della ColleMar-athon da Barchi a Piagge.

La manifestazione, giunta alla seconda edizione,  è sicuramente da annoverare fra le più coinvolgenti e simpatiche dell’intero calendario podistico regionale.

Non è sicuramente cosa di tutti i giorni vedere apparire dall’ultima curva un biscione rosso e bianco di atleti in festa, che ha reso gioia e divertimento anche al pubblico in strada e agli automobilisti sbigottiti.

Sicuramente una buona occasione per scambiare auguri e doni e un arrivederci al prossimo anno.

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Collari d’oro al merito sportivo

26 12 2008

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Una parata di grandi campioni alla premiazione  dei collari d’oro al merito sportivo nel Salone d’Onore del CONI.

Il meglio dello sport azzurro, olimpico e no, riunito. Istituito nel 1995, il Collare d’Oro è la più alta onorificenza conferita dal Coni e può essere attribuito una sola volta.

Assente il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a fare le sue veci è il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta.

 ”Voi – ha detto – rappresentate con i vostri successi quello che l’Italia puo’ fare. Voi campioni rappresentate una grande lezione che potete dare all’Italia: siete uno sguardo verso un futuro radioso e migliore di quello che ci stiamo mettendo alle spalle”’.

Da Valentino Rossi, accolto con una ovazione della platea, a Filippo Magnini i campioni azzurri di Pesaro fanno grande lo sport italiano.





Panathlon e beneficenza

26 12 2008

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In occasione delle festività natalizie il Panathlon Club di Pesaro ha deciso di devolvere in beneficenza la quota che ogni anno veniva impegnata per la tradizionale “Festa degli Auguri”.

Nella splendida cornice della Enoteca Comunale di Palazzo Gradari , alla presenza del sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli e dell’assessore allo sport Maria Pia Gennari, il Presidente del Panathlon Club, Carlo Campanari ha consegnato la somma devoluta ai rappresentanti della Associazione Sportiva Dilettantistica Basket Giovane Pesaro impegnata nel progetto di solidarietà “Viva Keita” e al Centro Italiano di Solidarietà di Pesaro, impegnato nella educazione motoria dei disabili mentali.

” E’ stata sicuramente una decisione sofferta – ha sottolineato il Vice Presidente del Club Alberto Iaccarino – quella di rinunciare alla consueta Festa degli Auguri, ma alla luce dei fatti si è dimostrata positiva e lungimirante e riempie di gioia tutti noi”.

Nella stessa riunione il Panathlon Club ha poi consegnato alla studentessa della 4a D del Liceo Scientifico “G.Marconi” Alessia Angelini il Premio “Posto D’onore” ,annuale riconoscimento per uno studente   messosi particolamente in luce sia per le doti sportive che didattiche.

Il premio, che vanta predecessori illustri, uno fra tutti l’allora sconosciuto studente del 5° I.T. per Geometri “Genga” Filippo Magnini, premia in Alessia la sua bravura nello studio, dove vanta degli ottimi voti, e la sua perseveranza nel nuoto, che la vede impegnata in duri allenamenti effettuati il mattino presto prima delle lezioni





Quiz n.2-3-4

26 12 2008

Come è noto, nel 2004 sono stati attivati in diversi atenei italiani i primi corsi di laurea specialistica delle professioni sanitarie.

In linea con quanto previsto dalla riforma universitaria avviata negli ultimi anni, l’accesso a tali corsi prevede il superamento di una selezione basata sul risultato di una prova a test, volta ad accertare alcuni attitudini e conoscenze di base.

Più esattamente, come accade anche per l’ammissione alle lauree triennali, è definito un numero di posti limitati in ciascun ateneo per ciascun corso di laurea specialistica e spltanto i primi classificati, in base anche al punteggio ottenuto nei test possono accedere al corso prescelto.

In questa sezione, tutti i lunedì, proporrò un esempio di Quiz a scopo didattico, al fine di poter meglio utizzare lo strumento e, perchè no, incontrare qualcuno di questi nella futura scheda che ci verra proposta.

I quesiti presentati potranno essere relativi a:

  1. teoria/pratica pertinente alle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse
  2. logica e cultura generale
  3. regolamentazione dell’esercizio delle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse e legislazione sanitaria
  4. cultura scientifico matematico, statistica e informatica
  5. Scienze umane e sociali

Quiz n. 2-3-4 Teoria/pratica della disciplina specifica

2. Nella sperimentazione clinica il “gruppo di controllo” è:

  1. Il gruppo che riceve il trattamento oggetto di sperimentazione
  2. il gruppo di pazienti che costituisce l’intero campione di riferimento
  3. il gruppo incaricato dal Comitato etico di supervisionare la ricerca
  4. il gruppo di pazienti che non è stato incluso nel campione
  5. il gruppo che non riceve il trattamento oggetto di sperimentazione

3. Gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche immediate sono:

  1. le Ig A
  2. le Ig E
  3. le Ig M
  4. le Ig D
  5. le Ig B

4. I principi basilari dell’etica sanitaria sono:

  1. autonomia, beneficità, giustizia
  2. segretezza professionale, qualità della vita, volontariata
  3. autonomia, solidarietà, giustizia
  4. giustizia, beneficità, rispetto della vita
  5. nessuna delle altre risposte è corretta

SOLUZIONE DEL QUIZ N.1

Galileo Galilei, sostenitore della teoria eliocentrica e di altre rivoluzionarie teorie fu effettivamente costretto all’abiura dalla Chiesa cattolica, che considerava le sue teorie pericolose per la dottrina religiosa; non venne però condannato a morte. Marsilio Ficino e Leonardo da Vinci, pur nel difficile clima nel quale vissero, riuscirono a non compromettere la propria vita. Non così Giordano Bruno, il quale morì sul rogo a causa delle sue teorie filosofiche che rivoluzionarono la visione teologica del mondo allora dominante.

La risposta corretta è dunque la n.2





La stanchezza di Marte

26 12 2008

 

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“Non ho mai visto tanta gente alla presentazione di un mio libro, né mi sembra di avere scritto cose tanto originali, così mi pare logico associare questa massiccia partecipazione al lato umano della vicenda”

Con queste parole il Prof.Alfieri ha brillantemente esordito alla presentazione ufficiale del suo libro “La stanchezza di Marte – Variazioni sul tema della guerra – un libro, come egli stesso introduce, nato senza una precisa intenzione frutto di resoconti di convegni e seminari dove si è parlato dei fondamenti antropologici della guerra.

Nell’aula gremita della Facoltà di Scienze Politiche della Università di Urbino, illustri nomi hanno  approfondito e sviscerato il contenuto filosofico del libro di Luigi Alfieri, ad iniziare dalla precisa critica del Prof. Piergiorgio Grassi, Docente di Filosofia delle religioni nella Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino e direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Italo Mancini” , al Prof. Antonio de Martino a cui va il merito dell’idea del libro, e al Prof. Roberto  Escobar docente di Analisi del linguaggio politico nell’Università di Milano e di Dottrina dello Stato nell’Università di Bologna, vincitore, tra l’altro, nel 2001 del premio Ennio Flaiano per la critica cinematografica.

 

In guerra si tratta di uccidere”: queste parole apparentemente ovvie di Elias Canetti sono forse le più oneste e risolutive mai dette sull’argomento. Di questo tema – nel senso musicale del termine – il libro presenta una serie di variazioni, senza aggiungervi nulla e senza illudersi di poterne dare uno sviluppo conclusivo.
Si è voluto fermamente evitare la banalizzazione moralistica: siamo cattivi, violenti, portatori di “aggressività”, siamo manipolati e ingannati dal potere… Così non riusciamo più a vedere quello che c’è di follemente e assurdamente grande nella guerra.
La guerra è l’enorme illusione di poter vincere la morte, di poterla uccidere. E quest’illusione rende forse più di ogni altra la misura tragica e abissale della condizione umana.
Ma è ormai giunta, quest’illusione, alla svolta decisiva. Con l’arma atomica, la guerra non può più essere ciò che era. Proprio nel momento in cui è diventata tecnicamente possibile la guerra assoluta e totale, la guerra che uccide tutti e tutto distrugge, è venuta meno radicalmente la sua capacità di dare senso. Siamo al bivio tra fine della guerra e fine dell’umanità, ed entrambe le cose sono ugualmente possibili. In questo bivio è invitato a collocarsi il lettore: per quanto può, senza abbassare lo sguardo

 

 





Centauri nello sport, campioni nella vita

26 12 2008

 

Graziano Rossi e Giancarlo Morbidelli

Serata di eccezionali presenze al Panathlon club di Pesaro quella dedicata a “Centauri nello sport, campioni nella vita”, vissuta sul filo dei ricordi nella sede del Moto Club “Tonino Benelli”.

Presentata dal gornalista Paolo Conti è stato un viaggio nella storia della fabbrica pesarese “MOTO B” fondata nel 1949 dall’Ing. Giuseppe Benelli, un marchio che ha collezionato 1900 vittorie nei circuiti europei ( a quel tempo considerato un vero campionato mondiale), frutto della genialità del progettista e delle maestranze che l’hanno realizzata, ma anche e sopratutto della classe di un manipolo di eccezionali piloti.

Oltre al patron della serata Luciano Battisti, un gentlemen nella vita e fuoriclasse in gara, c’è stata una sfilata di campioni italiani e mondiali che, via via, hanno ricordato momenti della loro vita sportiva adducendo anche gustosi anedotti di avventure di vita e di sport, non dimenticando mai di citare il “mitico” meccanico Zanzani che li ha seguiti sui vari circuiti.

Hanno così svelato il loro ruolo di Cntauri in gara e campioni nella vita figure come quelle dei fratelli Cico e Paolo Baronciani, Eugenio ed Enzo Lazzarini, Augusto Balestrieri, Roberto Gallina ed altri eroi delle due ruote.

Nella serata è stato ospite anche Graziano Rossi, estimatore della fabbrica pesarese ( nella foto insieme a Giancarlo Morbidelli), per la quale, però, non ha mai corso ufficialmente, che ha conquistato anche un campionato italiano recando sui circuiti il numero di gara 46, che ha ceduto in dote al proprio figlio, l’ormai famoso campionissimo “Valentino”.

La moto di Graziano





Panathlon e beneficenza

26 12 2008

Per volontà del Consiglio Direttivo, condivisa dalla maggioranza dei Soci, quest’anno non si terrà la consueta Cena degli Auguri.

Il Club ha deciso di devolvere in beneficenza la quota che ogni anno veniva impegnata per la conviviale e, grazie alle indicazioni dei soci, sono state individuate due associazioni meritevoli.

  • L’Associazione Sportiva Dilettantistica Basket Giovane Pesaro impegnata nel progetto di solidarietà “Viva Keita”
  • Centro Italiano di Solidarietà di Pesaro, impegnato nella educazione motoria dei disabili mentali.

La donazione, con illustrazione delle motivazioni, alla presenza dei responsabili delle società, avverrà Martedì 16 Dicembre ore 18.00 presso l’enoteca di palazzo Gradari, in via Rossini.





Quiz n°1

26 12 2008

Come è noto, nel 2004 sono stati attivati in diversi atenei italiani i primi corsi di laurea specialistica delle professioni sanitarie.

In linea con quanto previsto dalla riforma universitaria avviata negli ultimi anni, l’accesso a tali corsi prevede il superamento di una selezione basata sul risultato di una prova a test, volta ad accertare alcuni attitudini e conoscenze di base.

Più esattamente, come accade anche per l’ammissione alle lauree triennali, è definito un numero di posti limitati in ciascun ateneo per ciascun corso di laurea specialistica e spltanto i primi classificati, in base anche al punteggio ottenuto nei test possono accedere al corso prescelto.

In questa sezione, tutti i lunedì, proporrò un esempio di Quiz a scopo didattico, al fine di poter meglio utizzare lo strumento e, perchè no, incontrare qualcuno di questi nella futura scheda che ci verra proposta.

I quesiti presentati potranno essere relativi a:

  1. teoria/pratica pertinente alle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse
  2. logica e cultura generale
  3. regolamentazione dell’esercizio delle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse e legislazione sanitaria
  4. cultura scientifico matematico, statistica e informatica
  5. Scienze umane e sociali

Quiz n.1 – Scienze umane e sociali

Quale pensatore del periodo rinascimentale morì sul rogo a causa della portata rivoluzionaria delle proprie idee?

  1. Leonardo da Vinci
  2. Giordano Bruno
  3. Galileo Galilei
  4. Marsilio Ficino
  5. Nessuna delle precedenti

La risposta, ampiamente commentata, verrà pubblicata nel post del prossimo lunedì.





Ricordo di Don Italo Mancini

26 12 2008

ITALO MANCINI

Italo Mancini era nato il 4 marzo 1925 a Schieti, nelle Marche, il padre minatore, la mamma contadina. Poi il seminario, la Resistenza, gli studi all’Università Cattolica, il sacerdozio, l’insegnamento prima a Milano poi a Urbino. È morto il 7 gennaio 1993 dopo un’operazione al cuore. Ha percorso tutte le strade del pensiero moderno, ha tenuto cattedra di Filosofia della religione, Storia del cristianesimo, Filosofia del diritto. Era stato alla scuola di Bontadini, montanaro con barba e bicicletta, maestro di metafisica, anzi di ontologia, che ebbe discepoli come Severino e appunto Mancini. Splendidamente solo e immoto su Parmenide, il primo. Geniale rabdomante, capace di dialogo e simpatia con le più diverse esperienze intellettuali, il secondo. Basti dire che ha fatto conoscere in Italia Bonhoeffer, forse il pensatore religioso – e testimone di Cristo – che più affascina le giovani generazioni. E si è confrontato – come Giacobbe con l’angelo – con Bloch e Maritain, Barth e Bultmann, Dostoevskij e Manzoni, Lévinas e Heidegger. La sua bibliografia, forse incompleta, porta l’indicazione di 558 titoli.

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Don Italo Mancini consegna un diploma in Scienze religiose
nell’Istituto da lui fondato nel 1969.

Insomma, Italo Mancini è probabilmente il più acuto e creativo pensatore religioso tra gli italiani di questo secolo. Quello che ha camminato di più, spaziando dalla filosofia alla teologia, dalla metafisica alla politica; esplorando ideologie e utopie, ma anche l’arte, la poesia, l’invocazione. Ha ricevuto il dono della sapienza e gli ha dedicato la vita, senza risparmio. Non la sapienza fredda, delle definizioni. Ma quella che sgorga dalla falda incandescente. Non un fascio di dottrina, ma il frutto dell’esperienza dello Spirito. E la sua fedeltà nella Chiesa! Amava citare la parola di Mazzolari: «Ricorda che solo rimanendo nella casa si può far camminare la casa». E soggiungeva: «L’apertura del cristianesimo può avvenire solo dal di dentro, non con lo scisma, la rottura o l’abbandono; bisogna prendere su di sé invece i ritardi, le infedeltà, le sollecitudini di tutte le Chiese». Amava l’uso umile dell’intelligenza e la teologia che non è tronfia dei suoi successi e delle sue definizioni. Preferiva ricordare Dionigi Areopagita: «in finem cognitionis nostrae Deum tamquam ignotum cognoscimus». Come dire che, al culmine della nostra ricerca, noi arriviamo conoscere Dio come l’Ignoto, il Mistero. E spiegava: «Nella prassi religiosa e politica una trepida, umile impostazione di questo genere è capace di rivoluzionare un costume di fraintendimenti e ricatti che ha portato tutti i disastri (ateismo in testa) propri della concezione di Dio come tappabuchi».