A cura di Michele Bastianelli

A tutti i corridori sarà capitato di avvertire un dolore muscolare dopo una gara o un intenso allenamento. Caratteristica principale della sintomatologia dolorosa è la modalità di insorgenza, avendo infatti un picco di intensità massima a distanza di 24-48 ore dal termine della corsa e che può durare anche 4 o 5 giorni. Il dolore è localizzato soprattutto ai muscoli della parte anteriore della coscia (quadricipite),è presente anche durante la deambulazione e si esacerba con la corsa anche se lenta. Spesso però sono interessati anche i muscoli della gamba quali il tricipite surale (polpaccio) e il tibiale anteriore che si trova sul davanti della gamba. La causa principale è da riferire alle prolungate contrazioni muscolari in allungamento (eccentriche) che si hanno durante la fase di appoggio del piede. Dopo la fase aerea infatti, le fibre muscolari devono subire uno stress notevole con l’urto del piede con il suolo, al punto da provocare dei veri e propri danni strutturali delle fibre muscolari fino alla morte della cellula stessa. Questo quadro patologico che prende il nome di rabdomiolisi prosegue con la liberazione di enzimi nel plasma e di mioglobina nelle urine. Ma se l’aumento della permeabilità cellulare e il conseguente passaggio di cellule ematiche nell’urina è facilmente riscontrabile con i semplici esami di laboratorio,il rilascio di enzimi muscolari provoca sintomi soggettivi quali bruciori e indolenzimenti che noi corridori almeno una volta abbiamo provato. Da notare che erroneamente tali sintomi vengono spesso attribuiti all’acido lattico accumulato con lo sforzo e per questo ricordo a tutti che questo normalmente viene smaltito nel giro di poco tempo (spesso si parla di qualche minuto!). Oltre ai sintomi soggettivi con la rabdomiolisi abbiamo anche una positività negli esami ematochimici con l’aumento caratteristico di un valore, il CPK o creatinfosfochinasi, che ha un aumento esponenziale massimo intorno alla 15 esima ora dal termine della gara. Il CPK alto ci indica anche il grado di affaticamento o di sovrallenamento dell’atleta, in quanto con valori sopra a 300 Mu/ml il medico consiglia un periodo di riposo o di allenamento a carichi ridotti. Per porre rimedio al dolore muscolare possiamo orientarci verso:
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Terapia farmacologica: assunzione di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e aminoacidi a catena ramifica
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Fisioterapia: un blando massaggio di scarico subito dopo la gara e il proseguimento della massoterapia nei giorni seguenti può ridurre notevolmente la sensazione spiacevole di indolenzimento e dolore del dopo gara.
Consiglio inoltre di programmare nei giorni successivi allo sforzo (specie se è una maratona) un periodo di sedute di stretching accompagnate a delle eventuali sedute di fibromiolisi da eseguire con il fisioterapista. La ripresa dell’attività fisica (nuoto, bici), se possibile, è consigliata già dal giorno dopo la gara, mentre la corsa si può ugualmente eseguire in maniera molto blanda dal primo giorno ma è sconsigliata il 2° giorno che coincide con il picco massimo del dolore.
Bastianelli Michele







