Origini e sviluppi del Capitalismo:Georg Simmel (1858-1918)

16 01 2009

simmel

IL CAPITALISMO COME PROBLEMA

 

L’economia classica teneva conto del quadro istituzionale capitalistico.

 

Non ne indagava però le origini, né si poneva il problema delle spinte verso il cambiamento istituzionale che il funzionamento stesso dell’economia capitalistica avrebbe potuto determinare.

 

FILOSOFIA E SOCIOLOGIA ECONOMICA

 

L’obiettivo di Simmel è quello di chiarire la genesi e i caratteri della società moderna, e di valutare il senso che essa assume per la vita degli uomini.

 

La società non è per lui un sistema, un organismo costituito da varie parti tra loro funzionalmente collegate, è piuttosto formata da un insieme di istituzioni che nascono dall’interazione tra gli uomini e una volta consolidatesi ne condizionano il comportamento.

 

IL DENARO

 

Il denaro è una di queste istituzioni, e per Simmel ha una importanza cruciale.

 

Chiarire le origini e le conseguenze dell’uso del denaro, ovvero dell’economia monetaria, è essenziale per comprendere la società moderna.

 

Il capitalismo è per Rimmel una conseguenza dell’economia monetaria.

 

LE CONDIZIONI NON ECONOMICHE DEL DENARO.

 

Il capitalismo come sistema economico presuppone l’accumulazione privata del capitale, questa, a sua volta, richiede che il denaro si diffonda come strumento degli scambi, e si allarghi dunque la cerchia dei soggetti coinvolti nell’economia monetaria.

 

Ma affinché il denaro possa svolgere la sua funzione di propulsore delle attività economiche è necessaria una condizione non economica fondamentale:

 

v     occorre che cresca la fiducia nel denaro come aspettativa che il suo impiego possa sempre disporre di una contropartita in beni concreti.

 

L’accumulazione del capitale presuppone dunque una accumulazione di fiducia e questa condizione culturale è a sua volta sostenuta da fattori istituzionali:

 

-          la legittimazione e l’efficacia del potere politico e le garanzie fornite dall’ordinamento giuridico.

 

In questo senso il denaro diventa una istituzione pubblica.

 

 

 

LA DIFFUSIONE DEL DENARO

 

I soggetti protagonisti della diffusione del denaro e degli scambi sono soprattutto gli individui e gruppi sociali esclusi dal pieno godimento dei diritti vigenti in una determinata società dedicati più facilmente all’accumulazione di denaro come strumento per il conseguimento di posizioni sociale che non possono raggiungere con i mezzi tradizionali

 

  • gli stranieri
  • gli ebrei

 

sono i principali agenti del mutamento che prepara le condizioni per lo sviluppo del capitalismo.

 

LE CONSEGUENZE DELL’ECONOMIA MONETARIA

 

L’economia monetaria, e il capitalismo che ad essa è legato, contribuiscono ad ampliare la libertà individuale.

 

Anzi, si può dire che con essi emerge dai controlli sociali tradizionali la dimensione della personalità individuale.

 

Si afferma quello spazio di indipendenza che presuppone l’ampliamento delle possibilità di scelta nei rapporti con le persone e le cose.

 

Simmel non condivide il giudizio di Marx sul carattere problematico dei rapporto di produzione capitalistici.

 

Il conflitto di classe non trova un fondamento primario nell’estrazione del plusvalore.

Il conflitto trova piuttosto fondamenta nei rapporti di potere che caratterizzano l’organizzazione produttiva, ma esso può essere controllato accentuando sempre più i contenuti tecnico-funzionali della divisione del lavoro.

 

CAPITALISMO E SOCIALISMO

 

Simmel non vede nel socialismo una soluzione per il futuro dell’economia monetaria che caratterizza sempre più la società moderna.

 

v     Per lui socialismo è allo stesso tempo razionalismo e reazione al razionalismo.

 

La separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e la proprietà privata erano per lui un requisito dello sviluppo economico.

 

Tuttavia, la sua adesione al capitalismo liberale era meno acritica di quanto si potrebbe credere in quanto egli auspicava un cambiamento del capitalismo soprattutto in due direzioni:

 

  1. le istituzioni dell’economia capitalistica avrebbero potuto trovare maggiore legittimazione quanto più si fossero fondate sulla valorizzazione delle competenze e dei meriti nel selezionare i soggetti chiamati a ruoli sovraordinati e subordinati, e non avessero invece alimentato ingiustificate disuguaglianze sociali.
  2. La legittimazione del capitalismo potesse esser rafforzata dalla capacità di ridurre quella che egli chiama “l’umana tragedia della concorrenza”.

 



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